Il bosco fiorito

Oggi ho fatto una delle cose che adoro: passeggiare nei boschi! Questo non era proprio un bosco di montagna, era piuttosto un bosco un po’ segreto e nascosto sulle colline maremmane.
 
Passeggiavamo nei boschi e per pranzo ci siamo fermati in una radura a mangiare pane e formaggio. E a bere un bicchiere di vino. Al “tavolo” vicino c’era una coppia del posto, ci siamo messi a chiacchierare e dopo pranzo loro ci hanno detto “Seguiteci, vi portiamo in un posto bellissimo”.
 
Il posto bellissimo era questo bosco, a tratti impenetrabile e pieno di sterpi, ma semplicemente meraviglioso. Oggi per la prima volta ho capito da dove viene l’espressione “crescere come funghi” per indicare quando qualcosa cresce e si moltiplica rapidamente e dappertutto.
 
Le mie memorie delle passeggiate nei boschi alla ricerca dei funghi mi riportano immagini di lunghe passeggiate e pochissimi funghi e quindi per me il concetto teorico di “crescere come funghi” non corrispondeva alla realtà, o per lo meno non a quella che conoscevo io.

 
Ma in questo bosco, oggi, c’erano funghi dappertutto. Di tutti i colori, di tutte le dimensioni, in una tale quantità che camminare senza pestarli involontariamente era quasi impossibile e che la nostra guida ad un certo punto ha detto “Che bello questo bosco, sembra che sia fiorito!”.
 
E io mi sono scatenata. Avevo finalmente a disposizione un apparecchio un po’ più avanzato del mio telefono sfigato per fare delle foto (cortesia di mio padre che si ricorda di caricare la batteria e non perde i cavi che collegano la macchina fotografica al computer…). Ed ho fatto un milione di foto. Tornata a casa e scaricate le foto al computer mi sono resa conto che la qualità di una foto dipende in gran parte dall’abilità del fotografo. Nonostante la macchina fotografica sono riuscita a farle quasi tutte sfuocate, ma insomma, per la legge delle probabilità qualcuna si è salvata comunque.
 
Ma torniamo al bosco fiorito. E al gusto di scrutare per terra intorno a te per vedere se scopri una chiazza di arancione o magari un porcino che cerca di nascondersi. E al piacere di imparare che, se vedi terra fresca vicino ad un albero e le foglie secche spostate vuol dire che un capriolo l’ha scelto come il suo lettino. E allo stupore di accorgersi che è il 21 di ottobre e tu sei ancora in maglietta e non hai freddo, e che se appena appena schiodi gli occhi da terra ti accorgi che gli alberi luccicano al sole.
 
Ecco qualche immagine. Il tepore, i profumi e le foglie che scrocchiano sotto i piedi bisogna immaginarli.
 

Ovolo nascente…


 

la luce attraverso gli alberi


 

questi di ovoli invece erano già nati, e cresciuti pure!


 

il Re del bosco: Mr. Porcino!


 

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