Saint Nectaire

 

Qualche giorno fa sono tornata nel laboratorio di pasticceria.

 

La prima volta che ci sono stata l’appuntamento era alle 3 e io mi sono svegliata alle 2.15, per avere il tempo di prepararmi con calma e bermi un caffè prima di uscire. La seconda volta l’appuntamento era alle 2 e mi sono svegliata all’1.30, avevo deciso di sacrificare il tempo del caffè in favore di un quarto d’ora in più di sonno. L’altro giorno l’appuntamento era di nuovo alle 2 e la sveglia all’1.40. A volte 10 minuti di sonno in più sembrano vitali.

 

Essendo la terza volta cha andavo, Bruno, il pasticciere, ha lasciato da parte il cerimoniale ed arrivati al laboratorio mi ha dato un grembiule e mi ha detto “Metti sul fuoco 10 litri di latte”. La prima volta che ero andata avevano fatto 4 litri di crema e a me era sembrata un’enormità, che dire di 10? Quando è arrivato il momento di aggiungere al latte caldo le 30 uova, il chilo di farina ed i due chili e mezzo di zucchero mi sono letteralmente rimboccata le maniche ed ho cominciato a girare tenendo la frusta con entrambe le mani. Una fatica! Ma anche una meraviglia.

 

Ad ogni modo, fra le tante cose che ho imparato in quel laboratorio c’è una ricetta di una torta salata. E visto che uno dei miei propositi durante questo viaggio era di imparare una ricetta tipica di qui, beh, sono molto soddisfatta perché, come dire, “mission accomplished”.

 

Si tratta della Tarte au Saint Nectaire.

 

Il Saint Nectaire è un formaggio molto tipico della zona, prodotto da molte fattorie, ed è morbido e cremoso. Per fare questa torta salata bisogna preparare una base di pasta brisé con 200 g di farina, 100 gr di burro e acqua fredda quanto basta a impastare (circa mezzo bicchiere).  Una volta fatto l’impasto si mette a riposare in frigo per circa un’ora, dopodiché si stende con il matterello (o con lo stendi pasta tipo stiratrice da albergo, se ce l’avete…) e si fodera una teglia a bordo basso precedentemente imburrata.

 

Si cosparge il fondo con abbondante pancetta tagliata a cubetti e poi con delle fette sottili di Sain Nectaire. Si aggiungono a coprire fette di pomodoro e, a seguire, una “crema” fatta mischiando un uovo sbattuto una confezione di panna da cucina ed una cucchiaiata abbondante di senape piccante. Infine si sparge sulla superficie del pangrattato e si inforna a 180° per 40-50 minuti fino a quando la crema è ben rappresa. Prima di servire è consigliabile lasciare raffreddare la torta qualche ora.

 

Il resto della storia è che, finito il turno in pasticceria prima di tornare a casa quella mattina, ho chiesto a Bruno se potevo prendere una delle tartes che avevamo fatto quella notte. Avevo deciso di scrivere la ricetta qui sul blog e volevo mostrare il risultato finale con una bella foto. la questione è che sono tornata a casa così stanca e così affamata che mi ci sono praticamente avventata non appena rientrata a casa e giusto prima di affondare le zanne mi sono ricordata della foto che quindi non è delle migliori…però posso assicurare, molto molto buona.

 

 

La sfida, tornata a Roma, sarà riuscire a trovare il Saint Nectaire…

 

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