11

L’altro giorno ho scoperto che il numero 11 in Olanda è il “fool’s number”, il numero che indica le follie, un po’ di pazzia, la leggerezza.

 

Peter e Lya, i miei ospiti olandesi, erano stati invitati ad una festa ed hanno esteso l’invito anche a me. E così in un sabato pomeriggio assolatissimo (per la cronaca ho completamente cannato la valigia, il mio unico “outfit” delle feste è un paio di jeans, una camicia e scarpe chiuse e quello ho messo, ed ero discretamente ridicola…) siamo saliti sul  vecchio 4×4 rosso di Peter e siamo andati a festeggiare.

 

C’era una buona rappresentanza della comunità olandese della zona, apparentemente gli olandesi adorano la Francia e molti di loro si trasferiscono qui e si inventano una nuova vita. Quando ho chiesto ad uno degli ospiti, inglese, come mai ci fossero tanti olandesi in Francia, mi guarda con l’aria di quello che la sa lunga e dal suo pulpito mi dice “Ma tu là (in Olanda) ci sei mai stata? Ma ce l’hai presente cosa vuol dire un paesaggio piatto e grigio per quasi tutto l’anno?” e io fra me e me pensavo “Apparentemente anche dalle tue parti non ve la passate troppo bene, eh”, ma immagino che abbia ragione.

 

Ma torniamo all’11.

 

Ad un certo punto il festeggiato, un signore pure lui olandese, che deve aver superato i 70, prende la parola e dice “In Olanda il numero 11 è il numero delle follie. E io quest’anno festeggio 11 anni che vivo in Francia, e  l’11 Agosto mi sembrava la data giusta per festeggiarlo. Grazie per essere qui, ai vecchi amici che ci sono da sempre, e a quelli nuovi, per il supporto che mi hanno dato negli ultimi anni”.

 

Questo è il poco che so della sua storia: si è trasferito in Francia 11 anni fa insieme alla moglie. Lui qualche anno fa si è ammalato di cancro, è stato operato e poi ha fatto delle terapie. E sua moglie gli era vicino. Due anni fa ha avuto una ricaduta ed è stato ricoverato per una nuova operazione. Un giorno, mentre lui era in ospedale, la moglie ha avuto un piccolo malore, è andata dal medico per un controllo e le hanno trovato un cancro molto aggressivo  ed in fase molto avanzata. Anche lei è stata ricoverata, in un ospedale diverso. Lui ha potuto andare a trovarla trasportato in ambulanza, ed hanno passato qualche momento insieme, nella stessa stanza di ospedale, in due letti uno vicino all’altro. Poi lui è stato riportato nel suo ospedale per l’operazione. Dopo l’operazione è entrato in coma, e qualche giorno dopo, nell’altro ospedale lei è morta. Lui si è risvegliato dal coma 4 mesi dopo e poco a poco si è ripreso.

 

E’ una storia molto triste, lacerante, e sicuramente non le faccio onore con queste quattro righe di racconto.

 

Ma non è il dolore che voglio onorare. Bensì un uomo che dopo tutto questo ha ancora la voglia di chiamare a raccolta gli amici per festeggiare, con molta ironia,  scegliendo come data il giorno della follia e della leggerezza.

 

Ed immagino che non sempre sarà allegro e spensierato e che non sempre avrà voglia di festeggiare, ma comunque, quel pomeriggio lo ha fatto. Ed è stato un pomeriggio spensierato, sereno, leggero.

 

Ci trovo molta saggezza in questa follia e da oggi l’ 11 è il mio numero preferito!

 

 

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